Buone notizie / Good news

Negli ultimi mesi, ci sono stati alcuni segnali incoraggianti dal mondo dell’editoria per quanto riguarda le traduzioni.

L’evento più importante negli Stati Uniti per il settore dell’editoria è BookExpo America, appuntamento che si tiene tutti gli anni verso la fine di maggio. Una delle sue parti, il Global Market Forum, è sempre seguita con grande attenzione da esperti e professionisti alla ricerca di nuove tendenze. Quest’anno, il forum è stato dedicato alle traduzioni.

Durante un dibattito (come riferito dal Publishing Perspectives), la literary scout Maria Campbell ha detto, “Per entrare nel mercato dei testi in lingua inglese, gli autori devono partecipare attivamente alla ricerca del traduttore giusto.” Infatti, come come spiega l’articolo, il rapporto tra autore e traduttore èfondamentale , perché il traduttore può fare la differenza fra un libro che trovasia una casa editrice, sia un pubblico di lettori, e una storia maldestra che non sarà letta da nessuno.

Il fatto che BookExpo America abbia dedicato tanta attenzione alla traduzione è promettente, perché potrebbe incoraggiare le case editrici ad aprirsi sempre di più verso la ricchezza e l’innovazione che caratterizzano la letteratura disponibile fuori da Nord America, narrativa e saggistica incluse. Inoltre, potrebbe attirare un maggiore interesse dei lettori per i libri tradotti.

Per fortuna, questa apertura verso la traduzione non è limitata solo al mercato americano. Un articolo intitolato ‘British Readers Lost in Translations as Foreign Literature Sales Boom’ (I lettori britannici si perdono nelle traduzioni con il boom nelle vendite di titoli stranieri) è apparso in The Observer verso la fine di agosto. La prima frase dell’articolo è significativa: “I lettori britannici stanno divorando romanzi stranieri ad un livello record, segnando un piccolo boom nei titoli tradotti, come dimostrato dal successo di autori scandinavi quali Jo Nesbø.” L’aspetto interessante è che agenti, editor e venditori di libri dimostrano grande entusiasmo per i titoli in traduzione, che spesso riescono a vendere migliaia di copie (e qui non stiamo parlando dei bestseller degli autori più noti). Finalmente queste opere cominciano ad essere viste ,innanzi tutto, come dei bei libri, e solo dopo come libri tradotti.. E non vice versa.

 

In recent months there have been several encouraging signals from the publishing industry with regard to translations.

The most important event in the USA is BookExpo America and it’s held every year around the end of May: its Global Market Forum is always carefully followed by experts in the field and professionals looking for the latest trends. This year the forum focused on the topic of translation.

During a panel discussion (as reported in Publishing Perspectives), literary scout Maria Campbell said that “To get into English you have to participate in finding the right translator.” Indeed, as she explained in the PP article, the relationship between author and translator is key as the translator can make the difference between a book that first finds a publisher and then a following, and an awkwardly worded story that doesn’t get read.

The fact that BookExpo America put the spotlight on translation is promising as it may help the publishing industry open up more to the wealth and innovation of literature – both fiction and nonfiction – available from outside North America, as well as lead to greater interest in books in translation on the part of readers.

Fortunately the opening toward translation is not limited to just the North American market. An article entitled ‘British Readers Lost in Translations as Foreign Literature Sales Boom’ appeared in The Observer the end of August. The lead sentence reads, “British readers are devouring foreign fiction in record numbers amid a mini-boom in translated novels, inspired by the success of Scandinavian authors such as Jo Nesbø.” What’s interesting is that agents, editors and booksellers are enthusiastic about the titles in translation that are selling thousands of books, not just the million-copy blockbusters. Finally these books are beginning to be seen first as great books and, second, as translations. And not the other way around.

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