Uno dei miei brani preferiti / One of my favorite passages #2

Nella mia serie di “brani preferiti” [scroll down for English] propongo questo mese l’incipit di Lo Spettro dei Borgia di Elena e Michela Martignoni. Un bel giallo–tutto tradotto in inglese–che sta aspettando di trovare la giusta casa editrice per il mercato anglosassone…

Il frate si fermò davanti alla casupola solitaria, l’ultima prima dei campi che si perdevano oltre il vicolo. Si guardò alle spalle per alcuni istanti ascoltando i rumori della notte, poi afferrò il battente di ferro inchiodato all’uscio e picchiò forte. Quando vide due occhi diffidenti che lo fissavano dallo spioncino si aggiustò il cappuccio sul capo.
«Mi manda frate Tommaso» disse sotto voce.
Il catenaccio venne tirato e una vecchia comparve sulla soglia sussurrando finalmente. Gli fece strada in un angusto corridoio in penombra e lo invitò a salire la scala dietro di lei.
Arrivati al piano superiore la vecchia accese una lucerna illuminando una camera spoglia, dai muri anneriti e scrostati. Gli incensi che si consumavano in un braciere posto nel camino spento non coprivano il lezzo di malattia, accresciuto dal soffocante caldo d’agosto.
In un angolo della stanza, sopra un letto di ferro, era disteso un uomo.
«Avvicinati…» mormorò con voce affannata, poi squadrandolo aggiunse: «Tu non sei frate Tommaso.»

 

The monk stopped in front of a solitary hovel, the last before the fields that extended beyond the small street. He glanced over his shoulder, listening to the sounds of the night, then grasped the iron knocker nailed to the door. He struck metal against wood with force. Two challenging eyes stared back at him from the peephole, and he adjusted the cowl on his head.

“Brother Tommaso sent me,” he said in a hushed voice.

The chain was removed to reveal an old woman on the threshold. “Finally,” she muttered. She led him down a dank and gloomy corridor, and invited him to follow her up the stairs. They arrived at the upper floor and the old woman lit a lantern. The room was bare, the flaking walls darkened with soot. Incense burned on the grate in the fireplace but it was not enough to cover the stench of disease, which was worsened by the suffocating August heat.

A man was lying on an iron bed in a corner of the room. “Closer,” he gasped. When he got a better look at the monk he grumbled, “You ain’t Brother Tommaso.”

Lo Spettro dei Borgia di [Martignoni, Michela]

These are the opening lines of an historical crime novel, authored by Elena and Michela Martignoni, that’s all translated and waiting for the right publisher for the English-language market…

LA STORIA A QUATTRO MANI / ITALIAN HISTORY WRITTEN WITH FOUR HANDS

Le autrici milanese Elena e Michela Martignoni mi hanno parlato del loro lavoro. (Scroll down for English.) 

Da dove nasce la vostra passione per il rinascimento e la famiglia Borgia in particolare?

Michaela: Impossibile non amare il Rinascimento, epoca ricca di mistero, di arte, di fascino, di personaggi umanamente potenti, come Leonardo da Vinci o Michelangelo Buonarroti. Infatti, anche ai giorni d’oggi, gode di grande successo in tutto il mondo e ne sono una prova le fiction sui Tudor, sui Borgia, sui Medici. E’ anche l’epoca perfetta per costruire trame di romanzi.

Elena: Noi ci siamo occupate soprattutto dei Borgia che si prestano perfettamente a questo scopo: la loro storia nasconde segreti mai svelati, e le loro personalità sono così estreme, così passionali, così forti da aver ispirato decine e decine di opere. Da 500 anni il pubblico si interessa a loro e con sempre maggior interesse.

Non è frequente trovare due sorelle che scrivono in coppia. Come vi dividete i compiti? Quale sono i vantaggi/svantaggi di scrivere a quattro mani?

Michela: Noi abbiamo iniziato fin da bambine a raccontarci storie a vicenda, ed essendo sorelle abbiamo condiviso le stesse esperienze di lettura. Per noi è naturale scrivere insieme, e non vediamo svantaggi in questo. Certo non è facile perché a volte non siamo d’accordo sul taglio da dare alla vicenda, sulla descrizione di un personaggio o addirittura su un termine da usare e da ciò nascono  discussioni, ma il bene del libro prevale sempre.

Elena: Prima di scrivere abbiamo un lungo periodo in cui solo ‘discutiamo’ senza scrivere. Inventiamo la storia, stabiliamo la scaletta delle scene, il taglio e la lingua; poi ci  dividiamo i capitoli e, una volta scritti, ce li passiamo come in una partita di tennis, finché non siamo soddisfatte del risultato.

Credete che il vostro approccio a questo tipo di romanzo storico sia diverso per il fatto che siete italiane?

Elena: Sì. Noi notiamo differenza tra i nostri romanzi storici e quelli degli ‘stranieri’. Per noi scrivere un romanzo ambientato nel Rinascimento significa anche conoscere molto bene i luoghi e le abitudini della gente che ci vive: sono le radici della Storia. Ad esempio non potremmo mai scrivere un romanzo storico sulla Guerra di Secessione Americana perché non ci sentiremmo in grado di descrivere i luoghi, non conoscendoli, e le motivazioni delle due parti. Non basta studiare la Storia sui testi, secondo noi va anche capita e vissuta sul posto.

Michela: Per scrivere una storia in modo corretto, ci impegniamo nello studio dei luoghi. Quando scrivemmo un romanzo sulla congiura di Magione (Perugia) facemmo di tutto per entrare nel castello dove questa congiura si svolse, e non fu un’impresa facile perché la tenuta appartiene ai Cavalieri di Malta, ma alla fine riuscimmo anche ad assaggiare il vino che vi si produce! Dobbiamo vedere da vicino e in modo personale! Solo così si ‘entra nei personaggi’ e si possono descrivere fatti e uomini in modo credibile e rispettoso dell’epoca in cui vissero. Non basta studiare i libri di storia, bisogna sentire la storia nella pancia.

So che scrivete anche un altro genere sotto un altro nome: come siete arrivate a questa scelta e qual è venuto prima?

Michela: Noi scriviamo anche polizieschi e racconti noir sotto lo pseudonimo di Emilio Martini. Prima è venuto l’amore per la Storia, poi quello per il delitto. In realtà anche nei nostri romanzi storici sono presenti intrighi e omicidi… siamo attratte dal ‘nero’ che vive negli uomini.

Elena: Era sulla spiaggia che abbiamo quindi voluto misurarci anche con un genere contemporaneo come il poliziesco. E’ lì che il nostro protagonista è nato. Siamo già al sesto episodio della saga, più due raccolte di racconti sempre ‘neri’. Speriamo che un giorno anche un libro di Emilio Martini verrà tradotto in inglese.

So che alcuni dei vostri libri sono stati tradotti anche in spagnolo: come sono stati ricevuti dal pubblico nel paese di origine della famiglia Borgia?

Elena: Fu un’esperienza meravigliosa che ci ha regalato tanto.

Michela: Sono stati accolti molto bene, ed è stata per noi un’esperienza molto interessante vedere i nostri libri tradotti in questa bella lingua. Gli spagnoli amano il romanzo storico, e in Spagna la nostra scrittura risultava ‘esotica’. Esiste sempre il fascino della traduzione… Inoltre i Borgia sono considerati erroneamente una dinastia solo spagnola: sono originari di Jativa, ma da quando Rodrigo Borgia (il futuro papa Alessandro VI) si stabilì in Italia la famiglia si mescolò con il sangue lombardo di Vannozza Cattanei (bresciana o mantovana, non si sa con certezza). Cesare e Lucrezia crebbero e vissero in Italia e fanno parte della storia italiana.

State lavorando ad altri titoli sui Borgia?

Elena: Attualmente, stiamo facendo delle ricerche su Lucrezia. Ovviamente, lei fa parte dei romanzi che abbiamo scritto finora ma vorremo scrivere un libro su lei come una donna intelligente di carattere, costretta ad essere un pedone nella politica del Rinascimento.

author-photo_martignoni

Authors Elena and Michela Martignoni live in Milan, the glistening, modern Italian city perhaps best known for its high fashion and design industry. But do not be deceived: Milan’s colorful history stretches back more than 2500 years! I asked Elena and Michela a few questions about their work.  

Where does your passion for the Italian Renaissance and the Borgia family in particular come from?

Michela: It’s impossible not to love the Renaissance! Mystery, art, seduction, and human giants such as Leonardo da Vinci and Michelangelo Buonarroti… Centuries later, people are still fascinated by it. Just consider the successes of the various miniseries in recent years on the Tudors, the Borgias, and the Medici. The Renaissance offers so much in the way of a setting for a novel!

Elena: We’ve chosen the Borgias for many of our books because they seem perfectly suited to twists and turns of plot: untold stories waiting to be revealed, over-the-top historical figures full of passion and inner strength. People have been interested in them for five hundred years and there’s no sign that interest is waning.

It’s not frequent to find two sisters who write fiction together. How do you divide the work? What are the advantages/disadvantages of writing “with four hands”?

Michela: Well, we’ve told each other stories and shared books from the time we were children so it came naturally for us to write together. Honestly, we haven’t found any disadvantages. Of course, it’s not always easy because sometimes we don’t agree on how to write a part of a story, on how to describe a character, or even on what word to use. Inevitably discussions arise, but our shared desire to write a good book always wins in the end.

Elena: In practical terms, before we actually write anything, we spend a long time just talking about what to write. We invent the story, we make an outline of the scenes, we decide on the tone and language, then we divide up the chapters. Once they’re written, we pass them back and forth like a rally in a tennis match until we’re satisfied with the result.

Do you believe your approach to this type of historical novel is different from non-Italian writers?

Elena: Absolutely. We notice differences between our historical novels and those written by foreign writers. When we write a novel set in the Italian Renaissance we’re writing about places and a culture that are part of us. For example, we could never write an historical novel about the Civil War in the United States. How could we describe the places adequately, and how could we write about the reasons that drove the two sides without knowing them intimately?

Michela: We make it a habit to study the places where historical events took place in order to get them right in a story. For example, one of our books tells the story of the well-known plot against Cesare Borgia, hatched in the town of Magione near Perugia. We went to the site, convinced that we had to find a way inside the castle where much of the intrigue took place. We needed to see the rooms and, with our mind’s eye, imagine the characters in the spaces. The castle belongs to the Knights of Malta and, after many attempts (persistence is a family trait!), we were finally admitted inside. The caretaker even served us some of the wine they produce on the estate! As you might say in English, we like to get “up close and personal.” We think it’s the only way to actually get inside the head of the characters and describe events and people in a credible and respectful way. It’s not enough to study history in books, you have to understand it on a visceral level.

I know that you also write another genre under another name: how did it come about and which genre came first for you?

Michela: We also write detective and Mediterranean noir stories under the pseudonym Emilio Martini. Our first love is for history, with crime a close second. In reality, also in our historical novels there is plenty of intrigue and murder… we’re attracted to the dark side that lives in the hearts of men and women.

Elena: We were on holiday one summer and decided to try our hand with a contemporary genre. While we were sitting on the beach the protagonist was born. At this writing, we are working on the sixth episode of the saga, plus we’ve got two collections of noir stories on the market. We hope that at some point Emilio Martini book will also be translated into English.

Some of your Borgia books have been translated into Spanish, haven’t they? How were they received by the public in the land where the Borgia family came from?

Elena: Everything about it was a wonderful, enriching experience.

Michela: It was an honor to have our books translated into such a beautiful language and during our tour in Spain we were touched by the enthusiasm of our readers. The Spanish love historical novels, and in Spain our writing was seen as ‘exotic’ even though the Borgias are erroneously considered an exclusively Spanish dynasty. The truth is they came from Jativa (not far from Valencia) but from the time Rodrigo Borgia (the future Pope Alexander VI) settled in Italy, the family mixed with northern Italian blood. Cesare and Lucrezia’s mother, Vannozza Cattanei, was from either Brescia or Mantua (her place of birth is unconfirmed) and the Borgia children grew up Italian, part of Italian history just as any of the other notables of their times such as Raphael or Niccolò Machiavelli.

Are you working on any other Borgia stories?

Elena: We’re currently doing further research on Lucrezia Borgia. While she of course appears in our novels, we are planning a book that focuses on her life as an intelligent and headstrong woman forced to play her predestined role as a pawn of Renaissance politics.