Racconti italiani in traduzione / Italian short stories in translation

Di recente [scroll down for English] ho avuto l’opportunità di ascoltare Jhumpa Lahiri, autrice e traduttrice, parlare del suo ultimo libro The Penguin Book of Italian Short Stories. Era a Firenze a promuovere questa traduzione di autori italiani del ‘900: ha firmato le copie alla mia libreria indipendente preferita (Paperback Exchange) e poi ha presentato il volume al prestigioso British Institute.

I suoi contributi alla letteratura e alla traduzione sono veramente speciali. Fra i suoi titoli, In Altre Parole, scritto in italiano (da non madrelingua e tradotto in inglese da Ann Goldstein con il titolo In Other words), ci racconta come imparare, amare e scrivere in una lingua acquisita, sia un approccio unico all’esperienza di adattarsi e vivere un’altra cultura.

Per quanto riguarda il suo lavoro di traduttore, lei ha all’attivo, fra i tanti, le traduzioni dei romanzi di Domenico Starnone e, in un’intervista pubblicata nel 2018 dalla rivista The New Yorker, Lahiri ha affermato che per lei tradurre “è più piacevole dello scrivere narrativa.” Frase pronunciata da un’autrice che con il suo libro d’esordio ha vinto un premio Pulitzer!

Apprezzo in modo particolare come la Sig.ra Lahiri pone sotto i riflettori la moderna letteratura italiana, creando un esito simile al fenomeno Elena Ferrante che ha aiutato molti lettori anglofoni non appassionanti di Letteratura (con la L maiuscola) a scoprire il piacere di leggere testi italiani in traduzione.

The Penguin Book of Italian Short Stories, curato dalla Sig.ra Lahiri contiene fra i quaranta racconti, sei traduzioni fatte da lei, occupa un posto speciale nel mio cuore. La raccolta presenta non solo grandi scrittori italiani come Italo Calvino e Primo Levi, ma anche molti autori sconosciuti che la Lahiri ha scoperto scavando nelle librerie e parlando con i suoi conoscenti.

Con lo stesso metodo anch’io ho trovato una scrittrice italiana di fine ‘900 ancora sconosciuta fuori dalla sua patria. Nessuno dei suoi libri è mai stato tradotto in inglese o, almeno, non ancora. La mia traduzione del suo titolo più conosciuto, ri-pubblicato una dozzina di volte in Italia nell’arco degli anni, è pronta e in attesa di trovare una casa editrice. Tengo le dita incrociate poiché, forse, il lavoro della Sig.ra Lahiri potrebbe attirare l’attenzione su di esso.

Recently I had the opportunity to hear author and translator Jhumpa Lahiri speak about her latest book, The Penguin Book of Italian Short Stories. She was in Florence promoting her collection of 20th-century Italian authors in translation, signing copies at my favorite, local independent bookshop, Paperback Exchange, and then presenting the book at the British Institute.

Ms. Lahiri’s contributions to literature and translation are distinctive. Among her various titles, her memoir In Altre Parole (translated into English by Ann Goldstein with the title In Other Words) about learning, loving and writing in an acquired language—in this case, Italian—is a unique approach to the experience of adapting to life in another culture. As for her translations, she’s translated Strega Prizewinner Domenico Starnone’s novels, among others, and in a 2018 interview in The New Yorker magazine, said that she finds translation “more pleasurable…than writing fiction.” And that’s from a woman whose debut short fiction collection won the Pulitzer Prize!

I am particularly appreciative of the way Ms. Lahiri shines a spotlight on modern Italian literature, having an effect similar to the Elena Ferrante phenomenon which helped many mainstream, English-language readers become aware of Italian literature in translation.

The Penguin Book of Italian Short Stories, which Ms. Lahiri edited and contains six translations by her, holds a special place in my heart because it collects stories by not only “big” Italian authors such as Italo Calvino and Primo Levi, but also by a number of little-known authors she discovered by combing used bookshops and talking with acquaintances.

This is the same way I found a late 19th-century author whose books have never appeared in English. At least they haven’t yet. My translation of the author’s most famous title (reprinted over a dozen times in Italian) is ready and waiting for the right publisher to come along, and maybe—just maybe—Ms. Lahiri’s work can act as a catalyst for an acquisitions editor.

 

 

 

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