Quando il traduttore viene tradotto / When a translator is translated

Ormai, [scroll down for English] è successo due volte. La prima volta, ho avuto la stessa reazione dei miei clienti, la seconda è stato uguale: ammirazione, orgoglio, emozione e un profondo legame con la traduttrice.

Generalmente, sta a me trovare parole nuove per raccontare la storia di un autore. La storia viene dall’autore; le parole in inglese vengono da me. È successo più di una volta di vedere le lacrime negli occhi di un autore quando legge la traduzione del proprio libro e di solito condivido—con il fazzoletto in mano—l’emozione con loro.

La prima volta che una delle mie storie è stata tradotta dall’inglese all’italiano sono stata travolta da un brivido di gioia. La traduttrice, Sylvia Zanotto, ha tradotto un mio racconto per l’antologia Storie (Sostantivo femminile plural) (Nardini Editore, 2017). Mi sentivo come se quel racconto—mio bambino—avesse fatto una metamorfosi  per diventare una farfalla coloratissima, ed era sul davanzale di una finestra aperta pronto a partire per l’orizzonte.  Recentemente quel breve scritto, March On, Sisters, March On, è stato pubblicato nella sua forma originale in una rivista letteraria americana. Per me, è stato un traguardo per entrambe.

L’esperienza di collaborare con Sylvia, specialmente nel trovare le parole giuste per le frasi più colloquiali, mi ha dato maggiore comprensione e sensibilità, doti importanti quando lavoro con i miei autori. Non smetterò di ringraziarla per la sua capacità e professionalità.

La seconda volta che ho letto il mio lavoro tradotto è stata particolare per via del progetto che avevo intrapreso. In questo caso si trattava di uno scritto più grande per il quale sono stata ghostwriter, e per la raccolta del materiale, anche traduttrice.

The Power of Pasta è la storia di Chef Bruno Serato e del suo impegno verso migliaia di bambini e le loro famiglie che vivono in difficoltà, attraverso il piatto italiano più apprezzato. Recentemente il libro è stato tradotto da Paola Luciani con grande talento. La storia di Chef Bruno è un incredibile viaggio personale  e testimonianza del potere dell’amore materno. È grazie alla sua mamma Caterina che Chef Bruno ha preparato la prima pentola di spaghetti al pomodoro per i bambini ed è stato l’esempio della sua vita che ha spinto Bruno a continuare di farlo.

Senza aver saputo come il progetto stava procedendo, al momento di avere la versione italiana fra le mani, vederne le fotografie a colori e leggere la storia nella lingua madre dello chef, dalle cui origini familiari tutto ha avuto inizio, è stata un’esplosione di felicità e orgoglio.

I traduttori, e credo di poter parlare in questo senso per tutti coloro che fanno questa professione, amano come le parole trasmettono le idee e l’emozioni. L’esperienza di provare il loro fluire in due direzioni, specialmente quando appartengono a te, è un sogno che si avvera.

It’s happened twice now. The first time I saw in myself the reaction I see in my clients, the second time it was the same: awe, pride, excitement, and a deep personal attachment to the translator.

Usually, it’s my job to use different words to tell an author’s story. The story comes from their heart, the English words come from mine. I’ve seen authors wipe away a tear when they read my English translation for the first time, and I usually share the emotion with them, Kleenex in hand.

The first time one of my own stories was translated from English into Italian, by Sylvia Zanotto for the anthology Storie (Sostantivo femminile plural) (Nardini Editore, 2017), I was overwhelmed by the emotion. It was as if my baby had metamorphosed into a colorful butterfly, poised at an open window ready to take off toward the horizon. The story, “March On, Sisters, March On” which has recently been published in its original English by the literary journal Mused, is less than 2000 words long but in my eyes it was a noteworthy accomplishment, for us both.

The process of working with Sylvia to find just the right wording in several of the most colloquial passages offered me insight and added sensitivity for when I collaborate with my own authors. I thank her eternally for her skill and professionalism.

The second time I read my work in translation was rather unique due to the nature of the original project. In this case, it was an entire book that I worked on as ghostwriter and also as translator in the gathering of large portions of the material. The Power of Pasta, the story of how Chef Bruno Serato has come to help disadvantaged children and families through just about everyone’s favorite carbohydrate, has recently been beautifully translated into Italian by Paola Luciani. Chef Bruno’s story is an amazing personal journey and witness to the strength of motherly love. It was his Mamma Caterina who urged him to make the first pot of spaghetti for the kids and it was the example of her life that has motivated him to continue doing so. I was not part of the translation project and the moment when I held the Italian version of the book in my hands, saw the color photographs, and read the story in the language where it all began, I felt an explosion of happiness and pride.

I think I can speak for translators when I say that we love how words convey ideas and emotions. To experience their flow in two directions, especially when they are your own, is a dream come true.

 

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