PREMIO DI TRADUZIONE / TRANSLATION AWARD

Complimenti alla traduttrice Anne Milano Appel come vincitrice del premio Italian Prose in Translation Award (IPTA) 2015 per la sua traduzione del libro “Blindly” di Claudio Magris. Il primo anno per l’assegnazione di questo importante premio ($5000), è un piacere vedere riconosciuta la Sig.ra Appel, una traduttrice di qualità da quasi vent’anni.

I premi letterari possono attirare molta attenzione a un genere o, come in questo caso, a titoli tradotti da una lingua particolare. Ci sono alcune persone che criticano i principali premi letterari perché, secondo loro, sono sempre i soliti vincitori. Mi pare, però, che la giuria abbia fatto un’ottima scelta dalla lista dei cinque candidati.

E’ la mia speranza che questo nuovo premio porti maggiore riguardo per tutti i generi di libri tradotti dall’italiano all’inglese.

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Congratulations to translator Anne Milano Appel as winner of the Italian Prose in Translation Award (IPTA) 2015 for her translation of “Blindly” by Claudio Magris. This is the first year the prize ($5000) has been awarded and it is a pleasure to see it go to Ms. Appel who has been a quality translator for nearly twenty years.

Literary prizes can attract considerable attention to a genre or, in this case, to titles translated from a particular language. Some people criticize major literary prizes because they believe they are awarded to the same small group of authors or translators year after year. Considering the shortlist for this award, it would seem that the jury made an excellent choice.

It is my hope that this new award will help shine even more light on books of all genres translated from Italian into English.

AUTORE ITALIANO TROVA AGENTE USA / ITALIAN AUTHOR FINDS AMERICAN AGENT

E’ un grande piacere annunciare che Cristiano Gentili, autore del romanzo ‘Ombra Bianca’ (‘Then She Was Born’ in inglese) ha firmato un contratto per rappresentanza con l’agente letteraria americana, April Eberhardt. Cristiano ed io abbiamo lavorato nell’invero 2014-2015 sulla traduzione di questa toccante storia che gira intorno ad una bambina albina, basata su eventi reali che l’autore ha saputo mentre era un funzionario internazionale per l’ONU in Africa e durante un suo viaggio in Tanzania.

In concomitanza con il libro, Cristiano ha creato un progetto innovativo: un Social Audio Book (S.A.B.) in grado di unire le voci di magliaie di persone per creare una sorte di collage per narrare la storia. Papa Francesco è stato il primo a donare la sua voce, e poco dopo undici premio Nobel per la pace hanno seguito il suo esempio. Chiunque può partecipare. Basta visitare il sito Help African Albinos. E’ un modo per dare voce a chi non ce l’ha.

 

 

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It is my great pleasure to announce that Cristiano Gentili, author of the novel ‘Then She Was Born’, has signed with American literary agent April Eberhardt. Cristiano and I worked over the winter of 2014-2015 on the translation of his deeply touching account of an albino girl, a story based on real events he witnessed as a UN operative in Africa and during a fact-finding trip to Tanzania.

In conjunction with the novel, Cristiano has created an innovative Social Audio Book (S.A.B.) project that combines the voices of thousands of people to form a sort of collage to narrate the story. The first person to lend his voice was Pope Francis, and his gesture was followed by eleven Nobel peace laureates. Anyone can participate by going to the Help African Albinos website. It’s a great way to show your support for those whose voices are unheeded.

 

 

 

Revisione di un testo / Revising a text

Ogni traduttore ha il proprio modo di lavorare, però ci sono praticamente sempre gli stessi passaggi: lettura, prima stesura, e revisione. Fra questi tre, la revisione è sempre quello che richiede più tempo e attenzione. Infatti, sono quasi sempre necessari più revisioni per trovare quella giusta combinazione di voce, ambientazione e sensazioni.

Spesso, durante la revisione di una traduzione, vengono fuori delle sorprese: ogni piccolo difetto in un’opera viene ampliato con la traduzione. Come quel testo venisse esaminato sotto un microscopio. Questo succede perche la traduzione offre la possibilità di vedere il lavoro da un altro punto di osservazione, portando a galla problemi nascosti. Per esempio, se tu stampi il file del tuo manoscritto – controllato già tante volte per errori di ortografia e contenuto – cosa trovi? Errori! Cambiando la forma permette di vederlo con occhi nuovi.

Quando fai tradurre il tuo libro, possono emergere problemi di punteggiatura o sintassi, problemi con il punto di vista o la narrazione, debolezze nella trama o la costruzione dei personaggi. Anche agli scrittori più esperti sfuggono piccole dettagli. Risolvere questi problemi in un modo che rispetti l’intenzione dell’autore richiede un rapporto scrittore-traduttore forte e collaborativo.

Certamente non suggerisco di rivolgersi ad un traduttore esclusivamente per portare in superficie i difetti nel tuo testo, ma la traduzione dà una opportunità di rendere il tuo libro ancora più forte.

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Every translator has his or her own way of working. However, there are essentially three standard steps: read, rough draft, revision. And among these, revision always takes the most time and attention, in large part because numerous revision steps are typical in order to find the right combination of voice, setting, and emotion.

Surprises often appear during the revision of a translation. Every little defect in a text gets magnified with the translation process, as if the pages are put under a microscope. This happens because translation offers the chance to see the work from another observation point, bringing hidden problems into the open. For example, if you print the file containing your manuscript (the manuscript you’ve checked and rechecked for spelling mistakes and content errors), what will you find? Mistakes! Changing the format allows you to see the text with new eyes.

When you have your book translated, all sorts of complications may appear: errors in punctuation and syntax, difficulties with point of view or story arc, weaknesses in the plot or in the characters. Even with the most experienced writers there are little details that slip through the cracks. Resolving these problems in a way that respects the author’s original intent requires a good, strong relationship between author and translator.

Of course I’m not suggesting you should turn to a translator only to bring the defects in your text to the surface, but translation does offer an opportunity to make your book even stronger.

INTERVISTA: KOBO WRITING LIFE / KOBO WRITING LIFE: AN INTERVIEW

Sembra che le possibilità per auto pubblicarsi crescono da giorno in giorno, ma uno dei punti fermi e di qualità rimane sempre quello di Kobo Writing Life e recentemente ho avuto il piacere di intervistare per EWWA Camille Mofidi, il Manager Europeo per questa piattaforma.

Ho conosciuto Camille al Women’s Fiction Festival a Matera nel 2014 e sono contenta che ci sarà di nuovo all’edizione 2015. La sua esperienza nel settore e la sua disponibilità sono eccezionali: Camille è, secondo me, un esempio molto positivo della nuova generazione di esperti che sono al servizio degli autori indipendenti.

Di nuovo, grazie Camille e buona lettura a tutti.

Camille Mofidi, European Manager Kobo Writing Life

Camille Mofidi, European Manager Kobo Writing Life

 

It sometimes seems as if the opportunities for self-publishing grow day by day, but one of the quality reference points continues to be Kobo Writing Life. Recently I had the pleasure of interviewing Camille Mofidi, the European Manager for the platform, for the EWWA  website.

I met Camille at the 2014 edition of the Women’s Fiction Festival in Matera and I am very pleased to see that she will again be present at this year’s event. She is exceptional in terms of her experience in the field and her availability and, in my opinion, she is a positive example of the new generation of experts working to support independent authors.

Thank you again, Camille, and I hope my readers find the interview of interest.

Intervista con un’autrice bestseller / Interview with a bestselling author

Recentemente ho avuto il piacere di intervistare l’autrice bestseller Tina Folsom per il sito di EWWA. Tina è stata molto disponibile nel rispondere alle mie domande e ha rivelato che la sua serie ‘Phoenix Code’ scritto insieme a Lara Adrian sarà presto in italiano.

Per chi non conosce Tina Folsom, è una buon’esempio di un autrice indipendente che sa utilizzare gli strumenti disponibile al suo favore, e in modo internazionale. Per ora, ha pubblicato indipendentemente (cioè in auto-pubblicazione) più di venticinque libri in quattro lingue e molti titoli anche in forma audiolibro.

Personalmente, trovo la sua storia di grande interesse perché ha avuto il coraggio di tentare cose nuove e di avventurarsi nei mercati in altre lingue. Sicuramente non è stato facile, ma ci credeva e perseverava, e ora è una dei big nel genere ‘romance’.

 

Tina Folsom

Tina Folsom

I recently had the pleasure of interviewing bestselling author Tina Folsom for the EWWA website. Tina graciously answered my questions and also revealed that her ‘Phoenix Code’ series, written together with Lara Adrian, will soon be available in Italian.

For those who are unfamiliar with Tina Folsom, she is an exceptional example of an independent writer who knows how to use the tools available and apply them internationally. For now, she has independently published more than twenty-five books in four languages and she has a number of titles in audiobook format as well.

Personally, I find her story incredibly interesting because she has been courageous in trying new things and venturing into markets in other languages. Without a doubt it has not been easy for Tina, but she has believed in what she is doing and persevered, and she has become one of the major authors in the romance genre.

Buone notizie / Good news

Negli ultimi mesi, ci sono stati alcuni segnali incoraggianti dal mondo dell’editoria per quanto riguarda le traduzioni.

L’evento più importante negli Stati Uniti per il settore dell’editoria è BookExpo America, appuntamento che si tiene tutti gli anni verso la fine di maggio. Una delle sue parti, il Global Market Forum, è sempre seguita con grande attenzione da esperti e professionisti alla ricerca di nuove tendenze. Quest’anno, il forum è stato dedicato alle traduzioni.

Durante un dibattito (come riferito dal Publishing Perspectives), la literary scout Maria Campbell ha detto, “Per entrare nel mercato dei testi in lingua inglese, gli autori devono partecipare attivamente alla ricerca del traduttore giusto.” Infatti, come come spiega l’articolo, il rapporto tra autore e traduttore èfondamentale , perché il traduttore può fare la differenza fra un libro che trovasia una casa editrice, sia un pubblico di lettori, e una storia maldestra che non sarà letta da nessuno.

Il fatto che BookExpo America abbia dedicato tanta attenzione alla traduzione è promettente, perché potrebbe incoraggiare le case editrici ad aprirsi sempre di più verso la ricchezza e l’innovazione che caratterizzano la letteratura disponibile fuori da Nord America, narrativa e saggistica incluse. Inoltre, potrebbe attirare un maggiore interesse dei lettori per i libri tradotti.

Per fortuna, questa apertura verso la traduzione non è limitata solo al mercato americano. Un articolo intitolato ‘British Readers Lost in Translations as Foreign Literature Sales Boom’ (I lettori britannici si perdono nelle traduzioni con il boom nelle vendite di titoli stranieri) è apparso in The Observer verso la fine di agosto. La prima frase dell’articolo è significativa: “I lettori britannici stanno divorando romanzi stranieri ad un livello record, segnando un piccolo boom nei titoli tradotti, come dimostrato dal successo di autori scandinavi quali Jo Nesbø.” L’aspetto interessante è che agenti, editor e venditori di libri dimostrano grande entusiasmo per i titoli in traduzione, che spesso riescono a vendere migliaia di copie (e qui non stiamo parlando dei bestseller degli autori più noti). Finalmente queste opere cominciano ad essere viste ,innanzi tutto, come dei bei libri, e solo dopo come libri tradotti.. E non vice versa.

 

In recent months there have been several encouraging signals from the publishing industry with regard to translations.

The most important event in the USA is BookExpo America and it’s held every year around the end of May: its Global Market Forum is always carefully followed by experts in the field and professionals looking for the latest trends. This year the forum focused on the topic of translation.

During a panel discussion (as reported in Publishing Perspectives), literary scout Maria Campbell said that “To get into English you have to participate in finding the right translator.” Indeed, as she explained in the PP article, the relationship between author and translator is key as the translator can make the difference between a book that first finds a publisher and then a following, and an awkwardly worded story that doesn’t get read.

The fact that BookExpo America put the spotlight on translation is promising as it may help the publishing industry open up more to the wealth and innovation of literature – both fiction and nonfiction – available from outside North America, as well as lead to greater interest in books in translation on the part of readers.

Fortunately the opening toward translation is not limited to just the North American market. An article entitled ‘British Readers Lost in Translations as Foreign Literature Sales Boom’ appeared in The Observer the end of August. The lead sentence reads, “British readers are devouring foreign fiction in record numbers amid a mini-boom in translated novels, inspired by the success of Scandinavian authors such as Jo Nesbø.” What’s interesting is that agents, editors and booksellers are enthusiastic about the titles in translation that are selling thousands of books, not just the million-copy blockbusters. Finally these books are beginning to be seen first as great books and, second, as translations. And not the other way around.

Intervista Collettivo Idra / Interview

Recentemente, Christina B. Assouad mi ha intervistato sul mestiere di traduttrice. Christina cura la rubrica Beauty Case per il Collettivo Idra, un grande contenitore dove le protagoniste sono le donne e ciò che nella letteratura le riguarda. Inoltre alla sua grande passione per la scrittura e il cioccolato fondente, Christina, insieme al Collettivo Idra, ha firmato i romanzi collaborativi “Social Singles” e “Tutto il resto è rasta: cinque ragazze in Giamaica.”

Recently, Christina B. Assouad interviewed me for her column Beauty Case, as part of the Collettivo Idra website, about my work as a literary translator. According to the site, Collettivo Idra is “a place for women and all things dealing with literature in its feminine form.” In addition to Christina’s great passion for writing and dark chocolate, she is one of the authors, in conjunction with Collettivo Idra, of the collaborative novels Social Singles and Tutto il resto è rasta: cinque ragazze in Giamaica. The following is a translation of the interview.

Hello Lori and welcome to Beauty Case.

Hi Christina, thanks for inviting me.

 To start, I’d like you to tell us something about how a person becomes a literary translator. Is there a well defined path to follow or is it a job that comes out of being fluent in a language and having a great passion for books? What has been your experience?

There are essentially two ways to become a literary translator: the academic route, with a degree in foreign language and literature followed by specialization courses in translation, and of course supported by periods abroad; or ‘by chance’ after having gotten a good start in another field. Translators coming from these two paths approach the profession differently but, in my opinion, both can be equally valid. Personally, I belong to the latter group.

I grew up in a journalistic family and love the subtleties that can be expressed with a language. I came to Italy in 1986 and after a few years began working with scientific translations (and I still do), but I realized I missed using adjectives!

Whichever way a person becomes a translator, I’d say the defining factor is having a good feeling about what you translate.

Can you tell us three characteristics a person needs if they want to be a translator? Of course, if there are more than three, don’t hesitate to share them…

The first and, as far as I’m concerned, most important to translate successfully in any field is to write well. A person can learn to write and can improve their skills, but a gift from Mother Nature is important from the start.

In addition, a translator needs to be a perfectionist and well organized. Generally I have a number of projects going simultaneously: for example I may be reading a manuscript in preparation to start translating while I’m revising another text I’ve just translated, and meanwhile an author may need my urgent help with a synopsis to send to an agent, and still another has made changes that need to be woven into an already completed work. And all this needs to be done with maximum precision!

Like in any field it’s also necessary to be professional, which means respecting deadlines, knowing how to listen and being flexible.

When you’re working on a translation, have you ever thought “I would have written this paragraph differently” or “I would have made the protagonist more…”?

It’s inevitable! There are lots of ways to transmit ideas and sensations and a translator considers the alternatives.

In any case, the way I face this dilemma is through direct contact with the author. Working with a writer—for example to prepare a text for self-publication or to submit the first chapters to a foreign agent or publisher for evaluation—I try to encourage him/her to have a critical eye. First of all, I’m a reader and if something doesn’t make sense to me, I talk with the author. Make no mistake, I’m not a literary critic but I do ask questions in an attempt to close up any holes. In fact, translation tends to bring defects in a manuscript to the surface, offering an opportunity to improve the overall work.

Another aspect to keep in mind is that readers in other countries often have different tastes about what they read and I think it’s part of my job to help the author understand this. For example, American readers generally want there to be a hook in a story right from the beginning; too much explanation or backstory can bore the reader. I think it’s my duty to express my opinions in hopes of finding successful solutions.

 It’s a delicate job making words travel from one language to another. How difficult is it to translate [in Italian tradurre] without betrayal [tradire]?

You’re right, it is a real challenge. In fact, this is why I prefer to collaborate with an author whenever possible. I like to hear her voice (not only on the page), see how she moves, hear her laugh, and talk about what’s behind the story. The other thing that helps me is to read the text I’m translating at least three times. The first time so that it leaves me with an impression, the second time I read it in greater depth and pay attention to the details, and finally I read it with an eye toward the dynamics between the various parts. I want to feel the story has worked its way inside me. And then I do more or less the same thing with the translated text. It’s a good thing I like to read!

When you’ve finished a project, have you ever gotten so hooked on it that you feel a bit like a coauthor?

 More than coauthor, I feel like the midwife. For an author, that book is her baby, and I work to bring about its (re)birth so that it’s healthy and strong in translation. Usually a literary translator works either for a publisher, for herself on texts from the public domain, or for the author. In the first case, the translator has to stick to the original text as closely as possible since contact with the author is minimal or nonexistent. In the second case, since the author is generally no longer living the translator is free to interpret the text, and in the last case it’s a matter of collaboration. Personally, I like teamwork, but each translator has his/her preferences and strengths.

Do you have a website or can you suggest any for further information about your profession?

I’ve got a site at www.lhetheringtontranslation.com, and readers can find a wealth of information about literary translation and translators at www.biblit.it.

Ben arrivato 2014! / Glad you’re here, 2014!

Un altro anno nuovo, e sono piena di ottimismo! Aspetto grande cose dal 2014. Perché?

L’anno scorso ho avuto l’occasione di conoscere molto persone nuove, in particolare al Women’s Fiction Festival di Matera nel mese di settembre e tramite la European Writing Women Association (EWWA) che è nata poco dopo. Inoltre, ho iniziato di frequentare un gruppo per scrittori: una volta la settimana ci troviamo per leggere i nostri scritti e chiedere suggerimenti e opinioni. Opportunità come queste possono assomigliare un tesoro inaspettatamente trovato e possono trasformare il nostro approccio alla scrittura.

Generalmente pensiamo alla nostra passione come un’attività da fare in solitudine. E spesso è proprio così. Ma vorrei evidenziare – in giallo fosforescente – l’importanza e utilità di leggere a voce alta i propri scritti ad altri scrittori, aspiranti o professionisti che siano. Con i nostri simili, possiamo provare forme nuove, sbagliare, migliore, confrontarci, gioire, esprimerci, ricevere la critica costruttiva, e festeggiare con persone che comprendono, nel loro profondo, cosa vuol dire mettersi in gioco attraverso la parola scritta. Certo, può essere utile far leggere tuo manoscritto da amici e parenti, ma l’occhio di un altro scrittore porta una valenza imparagonabile.  Infatti, lo scambio di opinioni e esperienze diventa essenziale quando lavoriamo principalmente da soli. Il feedback che si può ricevere in un gruppo di scrittori ti stimola in ogni fase della scrittura, dalla prima idea alla stesura e le revisioni, e all’importante momento di inviare tuo manoscritto all’editor.

Ed è una strada a due direzioni! Leggendo i lavori degli altri ti aiuta a migliorare i tuoi scritti. In parte perché sviluppa il tuo occhio critico, ma anche perché ti spinge ad esaminare le tue parole da un punto di vista nuovo. Spesso lo scrittore con più esperienza nel gruppo trova qualcosa di fresco e diverso quando lui/lei partecipa in un gruppo di questo genere, e quello dilettante trova uno spazio protetto per la propria voce.

Quindi, guardiamo 2014 come un anno per migliore le nostre capacità, con un desiderio di crescere e far sentire le nostre voci. Buon anno a tutti!

Here we are with another new year before us, and I’m full of optimism! I have high hopes for 2014. Why? you ask.

Last year I had occasions to meet many new people, in particular at the Women’s Fiction Festival in Matera in September and through the European Writing Women Association (EWWA) that formed shortly thereafter. In addition, I’ve started attending a weekly writers’ group. These interactive opportunities can feel like a long-lost treasure and can transform the way we approach writing.

We generally think of this passion of ours as a solitary activity. In fact, time and space to work on your manuscript privately is greatly important. But I’d like to highlight – using the brightest shade of yellow possible – the importance and usefulness of reading your work out loud to other writers, whether they’re amateurs or professionals. Together with people who share your same love for the written word, it’s possible to try new forms, make mistakes, improve, test yourself, rejoice, receive constructive criticism and celebrate with others who understand deep down inside what it means to put yourself “out there” through your writing. Sure, it can be helpful to have your friends and family read your manuscript, but another writer’s eye provides an unparalleled perspective. Indeed, when so much of the work is done alone, an exchange of opinions and experiences becomes essential. Feedback from a writers’ group can stimulate you during each step of the process, from your initial idea, to carving out the first draft and rewrites, and all the way up to that important moment when you send your manuscript off to an editor.

And one of the best things about sharing with other writers is that it’s a two-way street! Reading what others have written helps you with your own writing: in part because it develops your critical eye, and also because it pushes you to look at what you’ve written from a new perspective. Often more experienced writers find freshness and novelty when they participate in group settings, while  new authors find a sheltered place to test their own voice.

So, let’s look at 2014 as a year to work on our skills, with a renewed desire to grow and make our voices heard.

Happy new year to all!

EWWA – Roma 30/11/2013

Ben arrivata EWWA! Una nuova associazione (European Writing Women Association) che ha come suo scopo principale la solidarietà professionale tra donne che scrivono e/o girano intorno alla scrittura (traduttrici, sceneggiatrici, grafiche, agenti, ecc.).

L’incontro di EWWA a Roma è stato  come una bottiglia di acqua gassata appena aperta. Ma non una di quelle che dopo cinque minuti è già sgassata… no! Questa acqua continua ad essere fresca e effervescente e le bollicine ti fanno sorridere. Ti lascia con la sensazione di essere rigenerata e pronta ad affrontare qualsiasi prova perché dopo la fatica, c’è una bottiglia di quell’acqua che ti aspetta.

Le organizzatrici del evento – Elisabetta Fulmeri, Gabriella Giacometti e Terri Casella – sono state bravissime nel dare un impostazione di “inclusione” dal primo momento. Infatti, questo è, secondo me, uno delle cose più belle di EWWA: non è una strada senso unico; è uno scambio di energie, idee, speranze e impegni. E’ così che si costruisce una cosa grande.

Complimenti a tutte le partecipanti e alla prossima!

 

 

Here comes EWWA! A new association (European Writing Women Association) that aims to focus on solidarity among women who write and/or gravitate around the profession of writing (translators, cover artists, agents, etc.).

The EWWA meeting in Rome was like a just-opened bottle of sparkling water. And not that type that goes flat after five minutes, oh no! This water is cool and fizzy and the bubbles tickle your nose and make you smile. You come away feeling rejuvenated and ready to face any challenge, knowing that after all the effort a bottle of that water is waiting for you.

The event organizers – Elisabetta Fulmeri, Gabriella Giacometti e Terri Casella – did a wonderful job creating a sense of inclusion from the very beginning. In my opinion, this is one of the great things about EWWA: it’s not a one-way street but rather a place to exchange energy, ideas, hopes and commitment, and this is how to building something great.

Good job to all, and I’m looking forward to the next event!

Women’s Fiction Festival 2013

Sono appena tornata dal Women’s Fiction Festival a Matera: un occasione per incontrare scrittori, agenti letterari, editori, altri traduttori e tante persone che girano intorno alla parola scritta. Questo è stato il secondo anno di seguito che partecipo al Festival e l’esperienza è sempre superlativa.

Un evento del genere è uno dei modi migliori per crescere e evolvere in questo campo e può lanciare la propria carriera. Ovvio, non è una scorciatoia ma può essere una sorte di gran raccordo, che offre anche un bel paesaggio da godere durante il viaggio.

Una parte importante del Festival è l’opportunità di incontrarsi, tu per tu, con gli editori e agenti, quest’anno dal USA, Inghilterra, Italia, Germania e Francia. Durante questi incontri di 10 minuti ciascuno, gli autori hanno la possibilità di proporre il proprio lavoro.  Se l’agente o l’editore lo ritiene interessante, chiedono generalmente di inviare per e-mail del materiale, che di solito significa una sinossi o proposta , nel caso della saggistica, e l’inizio del lavoro, da qualche pagina fino a 50 pagine. Nel caso degli editori e agenti di lingua inglese, accettano esclusivamente materiale nella loro lingua. Solo così possono valutare se la storia o l’argomento, lo stile e la voce siano adatti ai loro lettori.

Quindi, una traduzione accurata è essenziale. Se il testo è destinato al mercato americano, ci vuole un traduttore nord americano, mentre se puntate ad un editore britannico ci vuole il traduttore adeguato. Non è questo il momento di affidarsi ciecamente al traduttore online o l’amico che ha fatto uno stage a Londra l’anno scorso!  Almeno fattelo revisionare da un professionista di madrelingua.  Se volete essere preso sul serio e che il vostro lavoro viene considerato a pari livello, assicuratevi che il vostro “biglietto da visita” sia più vicino al perfetto possibile.

Come ho scritto in altri post, l’editoria in lingua inglese sta apprendo lentamente verso autori da altri paesi, per non parlare del mondo del “self-publishing”. Non perdere queste opportunità!

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I’ve just returned from the Women’s Fiction Festival in Matera, Italy: an opportunity for writers, literary agents, editors, translators and others who revolve around the written word to come together. This has been my second year in a row at WFF and by now I’m addicted!

This sort of event is one of the best ways to grow and evolve as a writer and it can be the launching pad for your career. Of course it’s not a shortcut but it can be an efficient highway, offering beautiful countryside to admire along the way.

One important part of the Festival are the afternoon pitching sessions. This year there were editors and agents from the USA, UK, Italy, Germany and France. During the 10-minute slots authors have the opportunity to pitch their works directly and if the editor or agent is interested they generally ask to receive via email a synopsis or proposal (in the case of nonfiction) together with the first pages of the book, which can vary from a few pages up to as many as 50. When pitching to an editor or agent from a country different from your own, it is necessary to provide him/her with material in the appropriate language.

Therefore, a carefully written translation is essential. This is not the time to blindly trust something spit out by an online translator or your best friend’s boyfriend who spent a semester abroad! At the very least, get a native speaker who works with the written word to revise it for you. Only in this way can you be taken seriously as a writer and have your work considered on an even level.

The world of publishing is undergoing enormous changes, both in traditional circles and with regard to self-publishing. Don’t miss the opportunities!